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Ritratti su cintura nuziale
Ritratti su cintura nuziale
Year
1470-1480
Materials
argento gettato, cesellato, in filigrana e dorato; smalti dipinti su argento, gemme verdi
Inventory
0273/A
Dimensions
Altezza: 5 cm fibbia, Lunghezza: 10,5 cm fibbia, Altezza: 4,2 cm scudicciolo, Lunghezza: 9,5 cm scudicciolo
Definition
fornimento di cintura
Artists
Giovanni Antonio di Vimercate
Description
Sulla fibbia compaiono, incorniciati entro una bifora a tutto sesto, i busti di profilo di due giovani sposi, realizzati in smalto dipinto su lamina d'argento. Lo scudicciolo, che ricadeva lungo la veste fino all'altezza del ginocchio, reca su ciascun lato la figura di una santa dipinta a smalto sotto un arco a tutto sesto.
Historical-Criticism news
I corredi nuziali del Medioevo comprendevano spesso ricche cinture, che si portavano agganciate e annodate, con l'estremità provvista di scudicciolo che pendeva fino all'altezza delle ginocchia.
Oggi se ne conservano pochissimi esemplari: questo, donato nel 1940 dalla marchesa Olimpia Natta vedova Gianazzo di Pamparato, è impreziosito alle estremità da una fibbia e da uno scudicciolo in argento dorato con ricchi motivi vegetali e architettonici lavorati a filigrana e a cesello e smalti dipinti. Sulla fibbia, entro una bifora a tutto sesto, sono inserite due lastrine in argento con i ritratti di profilo e a mezzo busto – eseguiti in smalto dipinto – di due giovani sposi, probabili committenti o destinatari dell’opera; sullo scudicciolo, realizzate con la stessa tecnica, vi sono due figure di sante. Sul lato posteriore della fibbia è presente un punzone con l'emblema personale di Ludovico il Moro, la “brustia” (o “scopetta”, una spazzolina con manico), marchio notificato nel 1470 da Giovanni Antonio Vimercati. Con questo nome sono documentati diversi artisti, attivi alla corte degli Sforza nel campo della miniatura e dell'oreficeria.
La lavorazione a filigrana, definita nelle fonti milanesi "alla paresina", risulta associata a cinture e cinturini in molti inventari dei corredi di dame legate alla corte milanese tra il 1463 e il 1493. I fitti motivi fitomorfi intrecciati della cintura torinese rimandano alle virtuosistiche lavorazioni ungheresi, confermando gli stretti scambi intercorsi tra Milano e l'Ungheria alla fine dell'ottavo decennio del XV secolo, incentivati dal progetto di matrimonio (non andato in porto) tra Bianca Maria Sforza e il figlio naturale del re Mattia Corvino.
Le figure trovano confronti nella miniatura lombarda della fine del secolo, in particolare con l’ambito di Cristoforo De Predis. Le posate acquistate a Milano nel 1477 per l'Opera del Duomo di Siena, decorate con busti di profilo di giovani uomini e donne, mostrano sensibili analogie stilistiche con quelli dei due sposi dipinti sulla nostra cintura.
Altri rari esempi di cinture usciti dalle botteghe milanesi tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo si conservano al Museo Civico di Novara e al British Museum di Londra.
Bibliography
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