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Vetrata
Vetrata
Anno
1140-1145; 1851-1852
Materiali
vetro colorato
Inventario
0240/VD
Dimensioni
Diametro: 54,5 cm
Soggetto
Incoronazione tripla
Artisti
Maestro vetraio dell'Ile-de-France
Descrizione
Vetro colorato con incoronazione tripla
Notizie Storico-Critiche
Nel vecchio inventario il soggetto è indicato come "Santissima Trinità con Dottori della Chiesa." Successivamente la vetrata fu detta dei "Nove Santi".
Non ci sono indicazioni sull'origine di quest'opera, considerata tradizionalmente come proveniente da una vetrata dell'abbazia di Saint-Denis, fondata dall'abate Suger. Il ciclo di vetrate fu voluto dallo stesso abate Suger, che chiamò maestri vetrai e pittori da diverse regioni per "illuminare il coro" della chiesa, eletta a sacrario dei re di Francia. L. Grodecki (1976) ha chiarito che il tondo è un gran parte una replica ottocentesca di uno scomparto di una vetrata con storie di Carlo Magno che secondo Benard de Montfaucon (1729) si trovava nel coro dell'abbazia, probabilmente in una delle due cappelle al termine del deambulatorio.
Rimossa nel 1799 da Alexandre Lenoir per sottrarla alla furia vandalica dei rivoluzionari, la vetrata fu rimontata nel 1833, ma successivamente, non trovando riscontro nelle notizie sulle vetrate fornite dall'abbé Suger, fu scartata nel corso dei nuovi restauri diretti da Viollet-le-Duc. E. Castelnuovo (1996) ne ha ricostruito le vicende successive: probabilmente le parti originali furono smontate e ricomposte con elementi di nuova fabbricazione nell'atelier del restauratore Alfred Gérente, attivo a Saint-Denis tra il 1848 e il 1858, in due tondi pressoché uguali, uno dei quali - con un maggior numetro di frammenti originali e di un diametro leggermente inferiore a quello di Torino - è passato al Glencairn Museum di Bryn Athyn in Pennsylvania. Solo un diretto confronto con la vetrata oggi nel museo statunitense potrà rivelare quali siano i frammenti antichi reimpiegati nel tondo torinese, identificati da Grodecki unicamente nelle tre teste coronate del gruppo di destra.
Se l'attribuzione stilistica è concordemente indicata nell'ambito dell'atelier principale di Saint-Denis, composto da maestri vetrari provenienti dall'Ile-de-France, il soggetto continua a essere controverso. L'ipotesi più probabile è che l'iconografia sia riferibile all'incoronazione di Pipino il Breve con i figli Carlo Magno e Carlomanno, avvenuta nell'abbazia nel 754, evento che segna l'inizio della dinastia carolingia. Secondo un'altra interpretazione potrebbe trattarsi del leggendario incontro a Costantinopoli fra Costantino, suo figlio Leone e Carlo Magno, evocato nella leggendaria "Descriptio" redatta a Saint-Denis prima del 1124. Nessuna delle due ipotesi spiega tuttavia l'attributo della palma esibito da tre dei personaggi coronati, solitamente caratteristico dei santi martiri.
Bibliografia
Castelnuovo E., Il Tesoro della città, 1996, p. 89,
Mallé L., Vetri-Vetrate-Giade, Cristalli di rocca e Pietre dure, 1971, pp. 259-261,
Grodecki L., Fragments de Vitraux provenant de Saint-Denis, 1952, pp. 51-62,
Grodecki L., Art de France. Les vitraux allégorique de Saint-Denis, 1961, pp. 19-41,
Grodecki L., Les Vitraux de Saint-Denis, 1976, pp. 115-121, 216-217,
Grodecki L., Essays in Honor of Erwin Panofsky. Les Vitraux de Saint-Denis. L'Enfance du Christ, 1961, vol. I pp. 170-186, vol. II pp. 58-64,
Hayward J., Cahn W., Radiance and Reflection. Medieval art from the R. Pitcairn Collection, Metropolitan Museum, 1982, pp. 93-95,
,
Palazzo Madama. Guida, 2011, p. 38,
Castelnuovo E., Cattedrali di luce. Viaggio tra le vetrate medievali, 2007,
Il Museo Civico di Arte Antica di Torino. Opere scelte, 2006, p. 20
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